Biblio-rete 21Una rete di biblioteche scolastiche
per le competenze chiave del XXI secolo - AS 2010/2011

 

Relazione a cura di Anna Cristini
Scuola di Dottorato in Scienze pedagogiche,
dell’educazione e della formazione
Dipartimento di Scienze del’Educazione
Università degli studi di Padova

Maggio 2011

Supervisore Prof.ssa Donatella Lombello

 

L’analisi dei dati ha tenuto conto solo degli aspetti principali rilevabili dalla scheda Prot. 7224_10_all2 e, nei casi in cui si è reso necessario al fine di ricavare dati indispensabili, si è fatto ricorso (laddove presente) al progetto o all’accordo allegati.

RETI PER REGIONE

Sono rappresentate quasi tutte le regioni ad eccezione del Molise e della Valle d’Aosta. Per il Trentino – Alto Adige è rappresentata solo la Provincia Autonoma di Bolzano con la rete gestita dal Dipartimento della cultura italiana.

TIPOLOGIA DI RETE

Le reti sono prevalentemente di tipo misto, vale a dire costituite da istituzioni scolastiche e associazioni o enti pubblici e privati. Nel 37% dei casi si tratta di reti interscolastiche, cioè costituite esclusivamente da scuole.

NUMERO DI SOGGETTI PER RETE

La consistenza delle reti varia molto, circa il 50% di esse è costituito da 3, 4 o 5 soggetti, siano esse istituzioni scolastiche o associazioni. Non mancano tuttavia reti abbastanza consistenti, oltre il 30% è costituito da reti con 6 o 10 soggetti, e un altro 30% è costituito da reti con oltre 10 soggetti.

ACCORDO DI RETE SIGLATO

Nell’88% dei casi vi è un accordo di rete ufficialmente  siglato. All’interno del 6% di casi in cui l’accordo non è stato siglato, molte reti sono in trattative per siglarne uno.

BIENNIO IN CUI E' STATO SIGLATO L’ACCORDO

Si è tenuto conto dell’anno di istituzione e non dell’anno di eventuale rinnovo.
Analizzando i dati relativi alla data in cui è stato siglato l’accordo, si evince che grande impulso è stato dato proprio dalla circolare ministeriale, poiché il picco degli accordi si ha tra la fine del 2010 e il gennaio 2011, a ridosso della scadenza del bando.

RISORSE UMANE

Relativamente alle risorse umane i dati in possesso non sono omogenei, risultano perciò difficilmente comparabili. In molti casi sono indicati in dettaglio solo i docenti, in altri anche il personale Ata, solo in pochi casi è specificato bene il numero dei volontari. In alcuni casi viene indicato anche il numero del personale non scolastico impiegato nelle reti come ad esempio bibliotecari provinciali o comunali, monaci delle biblioteche ecclesiastiche, dipendenti di enti. Questi ultimi dati non possono essere analizzati poiché non erano richiesto esplicitamente dal modello di rilevazione.

Il dato presentato nel grafico mette in evidenza la presenza o meno della risorsa Insegnante, Ata Volontario. Si può rilevare che le reti sono gestite prevalentemente dai docenti, ma in modo consistente anche dal personale Ata e, quasi in egual misura, anche da volontari, sovente ex docenti o studenti delle classi superiori.

DOTAZIONI LIBRARIE

Il patrimonio librario complessivo delle biblioteche scolastiche italiane in rete ammonta ad oltre quattro milioni di volumi.
Le dotazioni librarie mostrano una percentuale molto bassa di libri antichi, per lo più presenti nei licei di alcune grandi città, ed una presenza impercettibile, pari allo 0,07%, di e-book, con esclusione di un’unica rete che ha dichiarato la presenza di un numero di e-book elevatissimo ma non specificato (oltre 10.000), e perciò non inserito in statistica.

MONOGRAFIE PER REGIONE

Il grafico individua la consistenza del patrimonio librario regionale relativo alle sole monografie.
Alcune regioni pur non avendo un numero consistente di reti, posseggono un cospicuo patrimonio librario. Ciò è possibile in quanto le reti sono costituite da un numero molto elevato di soggetti.
A titolo esplicativo si riportano i dati relativi alle Marche, regione con sole 5 reti ma con un patrimonio complessivo di quasi 500.000 monografie. Scorporando i dati si può constatare che fra quelle marchigiane vi è la “Rete Biblioteche scolastiche delle Marche” che accorpa in un’unica rete 84 scuole di 4 province.

DOTAZIONI INFORMATICHE

Il 95% delle reti dichiarano di possedere una dotazione informatica, con postazioni di PC per la gestione e la ricerca. L’82% dei casi ha almeno un videoproiettore  ed una saletta multimediale.
Elevata anche la presenza della LIM (84%) anche se dai dati non risulta evidente se essa sia ad uso della Biblioteca o più verosimilmente presente nelle aule.

COMPETENZE CHIAVE

Il rilevamento di questo dato ha richiesto particolare attenzione, non essendo stato chiesto in modo esplicito in nessun punto della scheda. I dati sono stati estrapolati dalla lettura attenta dei riquadri relativi alle Attività e alla Descrizione sintetica del progetto di rete. In alcuni casi si è dovuto far ricorso agli allegati (progetti o Accordi) perché la scheda non era esaustiva.
Per rilevare l’attenzione alle competenze chiave, si è tenuto conto della presenza di indicazioni relative all’Asse del linguaggio, a quello matematico, all’Asse scientifico-tecnologico e a quello storico sociale. Si è tenuto conto, inoltre, della esplicitazione o meno di riferimenti alle otto competenze chiave di cittadinanza (imparare ad imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire e interpretare l’informazioni).
Solo il 30% dei progetti di rete esplicitano e specificano fra le finalità lo sviluppo negli allievi delle competenze sopracitate.
Un 44% le accenna in modo generico, per lo più riportando finalità di rete indicate nel progetto ministeriale (sviluppo della competenza informativa, diffusione delle nuove tecnologie, biblioteca scolastica come centro di promozione di iniziative formative, sviluppo cultura di rete e documentazione).

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Interessante il dato relativo alla possibilità di e-twinning o scambi europei. Meno di 15 reti indicano la possibilità di realizzare e-twinning, aggiungendo altre tipologie di scambio internazionale (ad esempio una “via online con un liceo romeno”). Un paio di reti indica la possibilità di aderire allo school library month. Il restante  89% non indica alcun progetto di scambio internazionale.

PERCORSI METODOLOGIA RICERCA

Per quanto riguarda la voce Percorsi Metodologia della ricerca non vi è una chiara distinzione fra lo sviluppo di competenze relative all’uso del catalogo (cartaceo e/o online) e lo sviluppo di competenze relative alla metodologia della ricerca.
Un 46% non accenna minimamente alla possibilità di predisporre percorsi di ricerca in biblioteca e di alfabetizzazione alla metodologia della ricerca.
Un altro 11% indica questa possibilità in modo molto generico, a volte relativo solo all’uso del catalogo informatico.
Il restante 43% indica fra le finalità della rete quella di predisporre percorsi di ricerca con gli alunni. In alcuni casi questi percorsi sono di tipo tematico (ad esempio storico-letterari per i licei) in altri si spazia anche nell’ambito scientifico.

MONITORAGGIO

I dati sul monitoraggio risultano difficili da analizzare da un punto di vista sia quantitativo che qualitativo.

Si riportano nelle tabelle alcune rilevazioni relative agli strumenti utilizzati e ai relativi indicatori.
Un numero consistente di reti, pari al 36%, non esplicita la tipologia di strumenti utilizzata, il 21% addirittura non ne indica affatto.
Prevalgono le rilevazioni statistiche, per lo più legate all’afflusso di utenza, al prestito, al prestito interbibliotecario.
Al pari delle statistiche sono presenti i questionari, orientati ad una rilevazione sul soddisfacimento dell’utenza rispetto al servizio. In alcuni casi accanto al questionario vengono proposti altri strumenti, non sempre specificati nel dettaglio.
Test o schede di valutazione sono rivolti agli alunni per verificare il raggiungimento di obiettivi cognitivi.


INDICATORI

Gli indicatori di quantità e di qualità non sono quasi mai espressi in numero o percentuale misurabile, quanto piuttosto in termini di un generico “miglioramento” o “incremento”. In alcuni casi gli indicatori di qualità specificati nella scheda sono stati considerati dai compilatori come la descrizione di un fattore che qualifica la loro rete di biblioteche, come punti di forza, piuttosto che elementi da misurare in sede di monitoraggio.

 

Nella maggior parte dei casi (91% per i quantitativi, 95% per i qualitativi)  gli indicatori non sono precisati o sono  molto generici, difficili da analizzare perché privi della possibilità di misurare la presenza di un miglioramento. Ad esempio viene indicato un generico “aumento dell’utenza” senza specificare la base di partenza e la percentuale di aumento attesa.

Maggio 2011

 

 


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